Paolo Ganz - biografia

Paolo Ganz - biografia

Sono nato il diciottesimo giorno di novembre nel 1957 sotto il segno dello scorpione a Venezia, dove mi ostino a vivere. Dopo aver abitato per decenni nel popolare sestiere di Cannaregio, mi sono spostato al Lido, davanti al mio mare, dove tante delle storie che ho narrato sono nate. Nel corso della mia vita ho scritto manuali, novelle, articoli, poesie, presentazioni di libri, canzoni e musiche, mentre continuo a raccogliere brani di vita per raccontare storie spesso legate alla mia città e al Veneto. Questo per dire che il centro della mia vita è proprio il raccontare, attraverso qualsiasi mezzo ciò avvenga. Per continuare a scrivere ho fatto il fattorino, il commesso, l’impiegato di una vetreria, il commerciante di prodotti biologici, il massaggiatore, l’insegnante di mandolino e il custode di un museo e, naturalmente, il musicista. Come scrittore ho cominciato con la Lettera 32 e la carta carbone, curiosamente con la creazione di svariati manuali didattici dedicati all’armonica e alla chitarra Blues pubblicati dalle Edizioni Bèrben di Ancona, dalla metà degli anni ottanta in poi e tuttora sul mercato. È stato così che buona parte degli armonicisti delle nuove generazioni ha mosso i primi passi proprio sotto la mia guida. Nel periodo a cavallo tra gli anni ottanta e novanta ho vissuto il primo momento di grande impegno artistico esibendomi in teatri, festival e centinaia di locali sparsi in tutta la Penisola, nonché all’estero, registrando dischi e prestando il suono della sua armonica alle incisioni di molti artisti, alla registrazione di colonne sonore di film successo (tra questi “Caruso Pascoski”, “Willy Signori” e il campione d’incassi “Donne con le Gonne” di Francesco Nuti. E ancora “Billy”, di Jean-Pierre Duriez, presentato alla sezione speciale di Cannes nel ’92) e partecipando poi a svariate trasmissioni televisive e radiofoniche.

Dopo aver collaborato con svariate testate giornalistiche musicali (sono stato titolare di una rubrica fissa su Guitar Club per dodici anni) decido di mettermi a raccontare, ed esce così Nel Nome del Blues (Agorà Factory 2006), il mio primo romanzo, una raccolta di racconti dedicati ad avventure musicali in giro per il mondo che ho cercato di narrare con sagacia e ironia. Non è distribuito in libreria, e così inizio a venderlo alla fine dei miei concerti. Strano ma vero, ottiene subito un incoraggiante successo di critica. Segue Venice Rock ‘n’ Roll (Fernandel 2010), il mio secondo romanzo, in cui Venezia diventa l’appropriata quinta per le avventure di scalcinati e imberbi musicisti in cerca di gloria; ragazzini imbambolati davanti alla vetrina del negozio del centro dove ammirare – e fortemente desiderare – la chitarra di John Lennon o il basso di Paul McCartney. Ed è naturale che in Venice Rock ‘n Roll, trovi spazio anche chi popola il microcosmo di cui si racconta: baristi e colleghi arruffoni, ma anche vicini molesti, veneziani imputriditi e ottusi, giocatori di tresette, esuli inconsolabili, guaritori più o meno in buona fede, puttane, vecchi ammonitori, cameriere impudiche, amanti pro tempore e venditori di vetro. A mio parere, tutta gente a cui l’America, attraverso le note di una canzone, le scene di un film o le notizie di un giornale, ha dato alla testa.

Nel 2011 esce Calle dei Bombardieri, questa volta per i tipi di Studio LT2. Ecco cosa ne scrive il critico e giornalista Antonio Stefani nella prefazione: “Venezia ha mille scrittori ma uno solo che ne parli come Paolo Ganz, perché tra le sue pagine la città unica al mondo diventa un mondo unico: quello in cui cresce, attraverso gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, un ragazzo di sestiere popolare nel continuo stupore di sé e degli altri. Un libro in cui l’autore conferma il dono di una prosa vivida e immediata”.

Non poteva mancare, a conclusione di tante avventure musicali e armonicistiche, il desiderio di lasciare un ricordo della poetica del mio strumento. Così ho deciso di condensare la mia visone dell’armonica con un nuovo racconto: Armonicomio (Fernandel 2012), dove l'armonica e la pazzia si uniscono nel titolo, nell'immagine di copertina e nella sostanza. Non è un manuale ma in un certo senso completa il 'Metodo per Armonica Blues' ancora distribuito dalla Bérben. Sono contento che abbia avuto un enorme successo tra gli appassionati, ma se state inseguendo il segreto per diventare il miglior armonicista del mondo... cercatelo altrove!

La popolarità arriva con Perché a nessuno piace il mio caffè?, un giallo ambientato a Venezia, naturalmente, ma il protagonista, coinvolto senza volere in un avvincente gioco di rimpiattino, vi porterà anche a Trieste e in Istria. C'è poco sangue, poche sparatorie, pochi morti scannati ma tanta trama 'lavorata' alla veneziana, una pattuglia di poliziotti agli ordini del commissario Ettore Premoli e, come nelle migliori tradizioni, un finale a sorpresa. Il titolo è l'unico elemento autobigrafico di tutta la faccenda. Sarà il primo capitolo di una trilogia dedicata a Denis Bortolato, il protagonista, un riparatore di cellulari fuori garanzia.

Tra il 2013 e il 2014 pubblico due quaderni: Lucernari che raccoglie alcune mie poesie d'amore e Il racconto degli zattieri, una «ballata» dedicata a gli uomini forti e indomiti che, scendendo dalle montagne lungo il Piave con le loro zattere cariche di legnale e altre materie prime, hanno contribuito a far grande la Serenissima.

Piccolo Taccuino Adriatico (secondo premio Carlo Marincovich 2014, sezione narrativa) E' un libro di viaggio, o meglio di viaggi, che mi ha portato da una parte all'altra dell'Adriatico. Non c'è una storia e nemmeno una trama: è un libro di sensazioni, poesia e odori, gli stessi che si ritrovano nei piccoli porti, nelle cantine e sulle rive di quello che, un tempo, era chiamato Golfo di Venezia. Tra scorribande istriane in cerca della miglior malvasia, ricordi di naufragi, tavole imbandite e canzoni il 'Taccuino' ha trovato posto accanto al portolano di molti naviganti, e questo mi riempie di orgoglio.

2014: ritorna Denis Bortolato! E' lui 'El Muerto Vivo'! ma il commissario Premoli, ormai prossimo al pensionamento, è il protagonista unico e assoluto di due terzi del romanzo. Dove si è nascosto il finto suicida? Ritornerà a Venezia? E soprattutto, come si presenterà dopo essere stato creduto morto per cinque anni?

2015: ancora un tributo alla mia Venezia, Cercando Venezia - guida poetica alla città di pietre e acqua, un libro poetico che mi pone davanti al grande pubblico dei lettori. Un successo commerciale e di critica, una nuova forma di poesia narratica, impreziosita dai disegni di Lele Vianello, l'ultimo nostromo di Hugo Pratt.

2016: anno di viaggi 'a sud', per scoprire che il baricentro d'Europa non è dove pensiamo. Da lunghe peregrinazioni attraverso l'Egeo nasce La Grecia di Isola in Isola - orizzonti di mare sulle tracce di Ulisse, pubblicato da Ediciclo Editore.