Venezia usata e abusata, tollerante quinta di poeti e artisti, palcoscenico su cui si sono andati in scena farse e drammi, per una volta diventa protagonista assoluta. La città nata per scommessa in aperta sfida all'Adriatico, sulle terre instabili dove nessuno avrebbe creduto fosse possibile, si ribella per una notte al belletto della ruffiana e rivendica il suo ruolo primario nelle storie di chi calpesta i suoi masegni.

Venezia, nel racconto di queste vicende, si stacca quindi dal muro dove era stata relegata al ruolo di comparsa, e pretende il posto che le spetta sotto i riflettori della ribalta, rivendicando la sua identità di complice, quando non quella di protagonista assoluta. Finalmente cosciente che queste storie, lo si voglia credere o meno, sarebbero potute accadere soltanto tra le sue calli, legate dal filo effimero dell'acqua della Laguna, in cui spesso reale e fantastico si mescolano, senza che nessuno abbia qualcosa da obiettare.

 

Per liberarsi dalla leggenda di questa Venezia porta d’Oriente, fatta a mano dalle mani dei piccoli uomini, si potrebbero consultare trattati di ingegneria e antichi incunaboli, interrogare dotti archeologi e costruttori provetti, riconsiderare calcoli di matematici e numerologi. Ma il segreto della sua nascita – fatalmente – resterebbe tale.”

 

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